{"id":118000,"date":"2018-04-24T07:06:53","date_gmt":"2018-04-24T07:06:53","guid":{"rendered":"https:\/\/studiogrowing.com\/?p=118000"},"modified":"2025-06-12T16:02:27","modified_gmt":"2025-06-12T14:02:27","slug":"casi-umani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/clienti.analyticseo.it\/growing\/racconti\/casi-umani\/","title":{"rendered":"CASI UMANI. Una sessione insolita"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Faccio il Coach, aiuto gli altri a stare bene.<br>Ma gli altri non aiutano me. Da qualche tempo ho iniziato a non sopportarli pi\u00f9. E poi c\u2019\u00e8 l\u2019articolo da consegnare mercoled\u00ec e io sono drenata: io e le mie manie di servire, neanche fossi Madre Teresa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma oggi sono in vacanza. Porto con me gli appunti e mi stendo all\u2019ombra sul pratone antistante il mio alloggio, un villaggio agricolo lungo la Costa degli Etruschi, in Toscana. L\u2019articolo tra poco, ora 45 minuti di pausa ossigeno. Questo momento mi sembra perfetto: contemplo senza meta il cielo pulito e mi godo il contrasto con il verde; respiro l\u2019odore dell\u2019erba tagliata: solitudine e pace.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono le due del pomeriggio e ho concentrato ogni residuo di attenzione a stendere uno smalto blu sull\u2019unghia del pollice destro. Di fronte al punto dove mi sono stesa a pancia in gi\u00f9 si biforca un sentiero ghiaioso, lungo il quale \u00e8 stato collocato, sul prato, un grosso cartello in legno con la scritta \u201cPercorso salute\u201d; l\u00ec a fianco una panca inclinata, sempre realizzata in legno rossiccio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il mio sguardo sta palleggiando beato tra l\u2019unghia e il pratone quando viene bruscamente interrotto dagli shorts in nylon fucsia di una donna sulla quarantina. Brutta cosa il fucsia, \u00e8 un colore che mi fa schifo. E tra l\u2019altro tende verso i rossi sicch\u00e9 ostacola il riposo: pessimo intruso in questo momento insomma, ma tant\u2019\u00e8. La tizia ha occupato con uno scatto la panca inclinata e ha iniziato a sbuffare sotto il sole in modo ritmico, mentre si piega ripetutamente a squadra per allenare gli addominali scoperti. Conto 20 sbuffi, poi quiete, ma lei, non paga dell\u2019affaccendamento fisico, mi guarda cercando un appiglio per occupare con me lo spazio dei secondi vuoti tra una serie e l\u2019altra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sbircia gli appunti. \u201cTi occupi di coaching?\u201d<br>Annuisco.<br>\u201cE cosa fai esattamente?\u201d. Riprende i piegamenti.<br>Penso a come defilarmi senza muovermi, e intanto sento la mia voce che risponde in automatico: \u201cNon sono io che faccio. Accompagno persone, e sono loro che realizzano i cambiamenti che vogliono o devono\u201d.<br>Nuova pausa ginnica e non c\u2019\u00e8 tregua: \u201cSe sono loro che fanno, allora il coach \u00e8 inutile. Stai dicendo questo?\u201d<br>Vorrei darmi alla fuga ma fare leva con le mani sull\u2019erba rovinerebbe lo smalto fresco, e inoltre detesto lasciare i lavori a met\u00e0 e al momento mancano ancora sette dita. Mi tocca rispondere e il modo meno dispendioso \u00e8 una bella frase fatta: \u201cIl coach fornisce uno spazio adatto a fare passaggi\u201d<br>\u201cPassaggi??\u201d<br>In momenti come questo vorrei tanto essere un fruttivendolo, un medico o un sarto. Anzi, proprio ora estetista sarebbe ancora pi\u00f9 utile. E in ogni caso qualcosa dove il tuo lavoro \u00e8 tanto evidente e ogni indagine tanto superflua da mettere lo scocciatore in grave imbarazzo per le sue inutili domande. Anzi, tanto da rendere inutili pure gli articoli. Mi sale una gran rabbia verso questa intervistatrice petulante. \u201cS\u00ec! Movimenti, vie, strade! Sono passaggi di crescita! Apprendimenti, scelte, cambiamenti positivi no?\u201d Senza volerlo ho alzato la voce e non sono riuscita a trattenere del tutto un gesto stizzito, sicch\u00e9 ho urtato lo smalto che ora cola sull\u2019erba disegnando una sottile arteria blu.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mia aguzzina ha finito la quarta serie. Non ancora soddisfatta, scende dalla panca e invade lo spazio vicino a me. \u201cInteressante\u201d dice \u201ce tu quale passaggio vorresti?\u201d<br>Visualizzo la mia metamorfosi in crudele assassina, oppure rullo schiacciasassi ma mi sento in colpa. Inoffensiva lepre? Impossibile e comunque non posso dirglielo. Rinuncio alla lotta, emetto un enigmatico \u201cMah..\u201d con sorriso pensoso. Trasformarmi in qualcuno in grado di sopportarla? Difficilissimo o comunque superiore alle mie forze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sto ultimando la pittura dell\u2019indice sinistro e la mia sportiva carnefice gioca la mossa decisiva, forse \u00e8 incuriosita dalla risposta ambigua oppure, pi\u00f9 probabile, ha ormai intuito la mia impotenza e desidera portare all\u2019apoteosi il suo gioco sadico. Si appoggia sull\u2019erba, mi guarda come in attesa, ma tace. Oddio, e adesso?<br>Mi trovo a fare i conti con quel silenzio, disarmata, come di fronte a un sapiente negoziatore che ti costringe a fare la prima mossa. Soppeso le possibilit\u00e0: non ho voglia di alzarmi. Resistere? Riempire il vuoto?<br>Ma lei sembra mossa a piet\u00e0 e mi viene in aiuto: \u201cChe stanchezza eh\u2026\u201d<br>Parla di s\u00e9? Oddio aiuto, mi parla di s\u00e9\u2026 Oppure parla di me? Disperata mi lancio in questa opzione e arriva la resa, lo dico:<br>\u201cS\u00ec! Sono esausta\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lei deve rimanere sorpresa da quell\u2019improvvisa rivelazione perch\u00e9 si guarda il petto interdetta, il sudore che le \u00e8 colato lungo il collo sulla canotta, pure lei fucsia, e torna a me tra lo speranzoso e l\u2019impaurito:<br>\u201d Che dici, sar\u00e0 il caldo?\u201d<br>D\u2019improvviso la vedo, ci vedo: due sfigate piene di aspettative in una vacanza ristoratrice, lei affaccendata con le sue brame di rassodamento e io a sperare che mi venga una buona idea per chiudere il dannato articolo. Casi umani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E mi scappa da ridere. Potrei ancora fermarmi e mantenere il contegno solo che la mia compagna di sventure incrocia ora il mio sguardo e pare avere lo stesso pensiero perch\u00e9 trattiene il riso pure lei. Ci sfugge: esplodiamo in una risata che non riusciamo pi\u00f9 a controllare, perch\u00e9 si alimenta indisciplinata, e cresce da lei a me, da me a lei, e pi\u00f9 ci proviamo e pi\u00f9 ridiamo, prima note convulse, poi ritmica, e infine lacrime e musica, che risuona libera con tutto quello che c\u2019\u00e8. Persino con noi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho riappoggiato lo smalto, mi sono seduta a gambe incrociate e mi sento dire: \u201c\u00c8 che devo completare un articolo e c\u2019\u00e8 sempre qualcuno che si mette in mezzo, e io non riesco a trovare la concentrazione.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse capisce: \u201d Tipo\u2026qualcuno come me! Scusami, ti lascio in pace.\u201d<br>\u201cMa va, mi sto mettendo lo smalto, sono io che mi distraggo.\u201d<br>\u201cE che cosa ti aiuterebbe?\u201d<br>\u201cLo sapessi! Non viene mai come lo voglio, c\u2019\u00e8 sempre qualcosa di sbagliato\u201d.<br>Ormai sono un fiume in piena:<br>\u201c\u00c8 come se fossi chiusa in una stanza e non riuscissi a vedere la porta\u201d.<br>\u201cCapisco. E quante porte ci sono?\u201d<br>Una, certo che una! Quella giusta no? E poi quante porte vuoi che ci siano in una stanza? Ma quella domanda si insinua dentro di me e per qualche ragione le concedo uno spazio di possibilit\u00e0:<br>\u201cBoh?!\u201d \u00e8 l\u2019illuminante risposta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ignoro la mia interlocutrice e mi stendo a pancia in su, braccio sinistro alla nuca e il destro piacevolmente allungato a stirarmi il busto, come faccio nel letto quando mi risveglio. \u00c9 allora che lo vedo. La mia amica deve avere capito di non essere pi\u00f9 utile perch\u00e9 \u00e8 ferma, tutt\u2019uno con i fili d\u2019erba, e io adesso faccio tutto da sola.<br>Sto guardando lo spettacolare pino che mi fa ombra. Parte con un tronco irripetibile ma a met\u00e0 strada si biforca e raddoppia, e poi ancora. S\u00ec, perch\u00e9 ogni ramo non si basta e accoglie altri rami, e insieme diventano non una ma molte, moltissime possibili vie. Belle, brutte, giuste, sbagliate, perfette, imperfette? Che importa, ma osservo estasiata rami, germogli e aghi verdi e pigne e mi immergo nel sapore della resina profumata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cChe meravigliosa forza questo albero\u201d dico.<br>\u201cS\u00ec\u201d fa qualcuna che si \u00e8 sdraiata come me \u201cuna gran crescita\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>di Laura Ravanetti<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Faccio il Coach, aiuto gli altri a stare bene.Ma gli altri non aiutano me. Da qualche tempo ho iniziato a non sopportarli pi\u00f9. E poi c\u2019\u00e8 l\u2019articolo da consegnare mercoled\u00ec e io sono drenata: io e le mie manie di servire, neanche fossi Madre Teresa. 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